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UNCAPTURED.

Organizzatore: Le Carceri
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Installazione, Fotografia, Pittura, Ricamo

Sophie Lazari (1997, Bologna, IT) vive e lavora a Berlino (DE). Ha conseguito un BFA in Illustrazione e Graphic Design presso la Universität der Künste di Berlino. Parallelamente alla sua pratica artistica lavora come tatuatrice, graphic designer, performer, curatrice e coordinatrice di diversi progetti, sia online che offline. Le sue opere sono state presentate, tra gli altri, alla Quantumgalerie, Berlino (2026), Großraum, Vienna (2025), Museion, Bolzano (2024), Prachtsaal, Berlino (2023), Lanalive, Lana (2022), Galleria Prisma, Bolzano (2021) e al Rotes Rathaus, Berlino (2019). Nel 2022 ha ricevuto l’HGV Artist of the Year Award. Tra le sue performance pubbliche figurano I’m Still Here, Quantumgalerie, Berlino (2026); Resurrectionem Tarantula, Vorarlbergmuseum, Bregenz (2025); Dannata della Rupe, Domus, Galatina (2024); Sexual Revolution, Parallel, Amsterdam (2023); On Domination, Sektor Evolution, Dresda (2023); (un)tie, Hotel Amazonas, Renon (2023); e Menstruation, Alte Münze, Berlino (2022).

Diane Krusche (1986, Vienna, AT) vive e lavora a Vienna (AT). Ha conseguito un BFA in Fashion Design presso la Kunstuniversität Linz. Accanto alla sua attività di fashion designer, lavora come artista installativa, pittrice e curatrice di diversi progetti espositivi. Le sue opere sono state presentate, tra gli altri, presso ES49, Vienna (2025), Großraum, Vienna (2025), Stadtraum Mitte, Vienna (2025), Domus Artist Residency, Galatina (2024), Lite House Gallery, Berlino (2024) e SYLD STORE, Berlino (2020). Ha inoltre curato diverse mostre, tra cui Progressing Landscapes (Stadtraum Mitte, Vienna, 2025) ed Evil Twin (Stadtraum Mitte, Vienna, 2025).

UNCAPTURED

UNCAPTURED è uno spazio condiviso. Diane Krusche (Vienna) e Sophie Lazari (Berlino) intrecciano tessile, oggetto, disegno, fotografia e performance in una pratica artistica comune. Da secoli le donne* raccontano, attraverso tessuti, corpo e ritualità, storie di trauma e guarigione, di violenza e tenerezza. Attraverso la loro collaborazione, le due artiste proseguono e riscrivono questa narrazione: un atto politico di creazione che assume le forme dell’arte rituale. Al tempo stesso pongono alcune domande fondamentali: che cosa significa libertà? Siamo mai state davvero liberate? Quali forme e versioni di prigionia continuano a esistere? Durante performance dal vivo, Sophie Lazari lavora su tele di grande formato: una lunga treccia diventa strumento pittorico, trasferendo il colore sul tessuto attraverso il movimento del corpo. Il corpo nudo appare allo stesso tempo vulnerabile e potente — come un gesto di riappropriazione dello spirito nella carne e nel sangue. Nello spazio è sospesa una treccia intrecciata lunga dodici metri, realizzata con capelli sintetici. Diane Krusche la intreccia come un rituale meditativo di liberazione della linea ancestrale, alla cui estremità si colloca lei stessa. I capelli diventano simbolo di selvatichezza, sessualità e forza spirituale — ma anche del tentativo storico di domarle. Luxus (Diane Krusche) — un body di pizzo da cui i capelli sembrano crescere — ne sovverte i significati: il pelo corporeo visibile diventa un segno di autodeterminazione. Lo shibari arricchisce la narrazione nella sua ambivalenza tra connessione e vincolo, tra legame e costrizione. La corda appare allo stesso tempo come restrizione e come filo teso tra sogno e realtà, impotenza ed emancipazione. UNCAPTURED non concepisce la liberazione come un mito romantico, ma come una pratica reale e corporea — anche in senso energetico.


validato dalla redazione



Informazioni sulla mostra


Vernissage

Benvenuto - Giorno di apertura: Irene Hell
Introduzione - Giorno di apertura: Esther Erlacher
Künstler/in anwesend
Mit Vernissage
Startdatum: 9. April 2026
Uhrzeit: 19 Uhr