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KOMISCH’ WETTER

Organizzatore: Galleria Doris Ghetta
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Karolina Jabłońska, Cécilia Mangini, Kaj Osteroth & Lydia Hamann, dans op de tafel, Tobias Teschner, Paweł Żukowski

 

KOMISCH' WETTER (no end)

 

"Nel mezzo della Georgia, un cancello metallico segna l'ingresso a svariati acri di foresta e a un labirinto di sentieri. Se gli alberi qui potessero parlare, racconterebbero la storia di lame di sega che mangiano il legno vecchio e pneumatici che gemono sotto carichi pesanti".1

"A Burien, un sobborgo di Seattle nello Stato di Washington, vive chi ha raggiunto una certa prosperità grazie al duro lavoro. Ma nel 1996 un residente di Burien ha scelto la scorciatoia criminale per il successo". 2  

“Bradburry è un sobborgo a circa 40 km di distanza da Los Angeles, con circa 1000 abitanti. Le case si trovano nelle cosiddette Gated Communities e costano anche più di 8 milioni di dollari. È un paradiso per ricchi e famosi; nascosto e ben protetto fino a quella mattina del 1988" 3

"Lago si trova in una collocazione perfetta in Florida, tra il Golfo del Messico e la Baia di Tampa. Ci sono due categorie di persone qui: i turisti che vanno e vengono e i cosiddetti Townies che vivono qui tutto l'anno. Questi ultimi sono una comunità giurata. E se uno di loro viene trovato con la gola tagliata, ci restano tutti male". 4  

La voce fuori campo, che copre tutta la storia come un morbido velo, ci spiega inequivocabilmente che la cosa più pericolosa è l'idillio. L'inizio, di solito una descrizione geografica, ci lascia con delle domande aperte. Pian piano però la storia prende il suo corso e si trasforma in una catastrofe assoluta, che purtroppo si conclude con una sorta di insoddisfacente Happy End - che, a quanto pare, dura un bel po’. Prima della fine effettiva della narrazione, che si sottolinea essere basata su eventi reali, ha già inizio la una nuova storia. Questa sovrapposizione, che avviene principalmente nel cervello del consumatore iperattivo, rivela eventi emozionanti, anche se solo atmosferici. In questa nebbia, che raggruppa la somma di eventi, luoghi e situazioni, si stagliano come lampi immagini chiare, che ricorderemo a lungo, anche se la storia è ormai da tempo sbiadita. La nebbia riunisce ciò che prima non si poteva immaginare insieme. Queste immagini chiare significano azione e la volontà o l'incontenibile necessità di portare un cambiamento. Il cambiamento è sviluppo.

Mentre gli uni si sono già da tempo vestiti da lavoro, il che non esclude ulteriori discussioni prima di iniziare a lavorare, gli altri NON radunano intenzionalmente i propri amici, ma guardano più sfacciatamente in avanti come se facessero parte del tutto; come se fossero fratello e sorella del proprio gatto e di tutta la natura e dell'ambiente, forse del mondo intero.

Mentre in spaziosi atelier alcuni sfidano le persone, gli attrezzi da pittura e il continuo entrare e uscire, cose strane accadono alle spalle di altri. Per un momento si è messa in posa. Ma non per posare per se stessa, ma piuttosto per accentuare i rami sullo sfondo e ciò che sta o sta per accadere. Come mezzo di un messaggio generalmente valido e pertinente. L'attenzione non è rivolta al lavoro e al sudore, non alla forza muscolare, bensì alla mente, sicuramente al pensare e al fare.

L’imponente scultura, il lungometraggio, la grande morale, la pittura non sono nulla senza il coinvolgimento, il sentimento. L’avvicinarsi al pubblico e il seppellimento nei propri pensieri si alternano continuamente. Il dubbio, la devozione, non la prova, prevalgono. L’opera cresce nelle pause, e si impara da ciò che non si sapeva. Si tratta del mondo, mai di casa. Si tratta di impavidità, anche di dilettantismo, e di trascinare gli errori davanti al sipario come se fossero parenti per i quali non si può fare nulla e per i quali a volte ci si vergogna. Si tratta anche di intuizione, un'intuizione che può essere immensamente precisa. La comunicazione e il rifiuto, la ritirata e l'attacco si nascondono invisibilmente nella nebbia e vanno di pari passo non appena questa si schiarisce. Cosa potrebbe mai resisterci, se unissimo le forze? Cosa potremmo creare, cosa potremmo conquistare, o quanto? In che misura? Quali dichiarazioni possiamo fare? Cosa ci lasciamo alle spalle? Ci troviamo di fronte a un insieme di spazi. Uno segue l'altro. Pavimento nero, pareti bianche. Tre. Da uno si arriva all'altro attraverso un passaggio. Mentre lo si attraversa, le immagini si aprono: Il "No End" di Kieslowski cresce linguisticamente sezionato nella stanza, un tocco di glitter si sparge sulla “Chronologie des Grauens” (Cronologia dell’orrore). Ogni pragmatismo è destinato ad avere qualcosa di romantico. Per mezzo di un antico rituale, le donne nel gruppo lamentano la morte della bellezza, della giovinezza e dell'erotismo. Eppure è solo una consolazione. Altrove, in un ambiente di piastrelle, un altro gruppo strofina il sudore del giorno dal corpo,  sudore mescolato ad acqua saponata si mescola nello scarico e scompare per sempre dal mondo. Questo è un posto strano che non esisterebbe nemmeno senza questo tunnel. Perché l'ingresso, la possibilità di un ingresso, decide sulla sua intera esistenza. Come se fossimo entrati nel luogo attraverso uno specchio, incontriamo all'improvviso un leone addomesticato, stranamente rigido, sul grembo di un corpo umano peloso, l'artista Elaine Sturtevant e, come se non bastasse, ci scontriamo con un enorme branco di elefanti, neve gialla e, più e più volte, con noi stessi.

Siggi Hofer

 

1 „Der hilfsbereite Mörder“, Chronologie des Grauens, Episode 12, Staffel 2, USA 2015, deutscher Erstausstrahlung 2017
2 „Mord ohne Leiche“, Chronologie des Grauens, Episode 11, Staffel 2, USA 2015, deutsche Erstausstrahlung 2017
3 „Doppelmord in Bradburry“, Chronologie des Grauens, Episode 09, Staffel 2, USA 2015, deutsche Erstausstrahlung 2017
4 „Das Versteck“, Chronologie des Grauens, Episode 06, Staffel 2, USA 2015, deutsche Erstausstrahlung 2017


validato dalla redazione



Informazioni sulla mostra


Vernissage

Benvenuto - Giorno di apertura: Doris Ghetta
Introduzione - Giorno di apertura: Siggi Hofer
Künstler/in anwesend
Mit Vernissage
Startdatum: 07/03/2020
Uhrzeit: 17:00

Ulteriori eventi dell'organizzatore

  • Mostre
Julia Frank FINE CORSA
  • Ortisei, 01/04/2020 // 15:00 - 18:00