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Image Diplomacy - Vladislav Shapovalov

Organizzatore: ar/ge kunst Galleria Museo
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La prima mostra personale Italiana di Vladislav Shapovalov presenta la ricerca sul ruolo che la cultura ebbe nelle relazioni diplomatiche durante il periodo della guerra fredda.

Con la prima personale Italiana dell'artista russo Vladislav Shapovalov, ar/ge kunst continua a presentare pratiche artistiche che si confrontano con la storia e con la materia da cui essa è composta; ricerche a lungo termine che si posizionano obliquamente rispetto alla storiografia ufficiale, dedicandosi alla ricomposizione di fatti e momenti considerati minori, obsoleti o semplicemente dimenticati; pratiche che soprattutto indagano criticamente i media stessi attraverso cui la storia è scritta e comunicata e attraverso cui continua a risuonare nel presente.

In Image Diplomacy, Vladislav Shapovalov affronta l'eredità culturale e politica del "progetto Comunista" come articolato dall'Unione Sovietica, costruendo il punto di vista a partire dalla propria biografia di giovane russo cresciuto nella Russia post-1989 e da anni residente a Milano. Un confronto che è iniziato dal ritrovamento presso l'Associazione Italia Russia[1] di decine di faldoni contenenti intere mostre fotografiche e film sugli aspetti più diversi della vita in Unione Sovietica (sport, vita domestica e pubblica, tecnologia e lavoro, geografia e architettura fino all'emancipazione femminile e i risultati raggiunti nelle esplorazioni spaziali) così da promuovere nel mondo l'immagine di un progetto moderno, emancipatore, internazionalista e alternativo a quello capitalista-americano. Queste mostre erano ideate dalla Società per le Relazioni Culturali con i Paesi Stranieri (VOKS)[2] e fatte circolare attraverso il network delle associazioni amiche fondate in moltissimi paesi dai simpatizzanti per l'esperimento Sovietico[3].
Uno degli aspetti centrali alla ricerca di Shapovalov si concentra sui sistemi di allestimento e tecniche espositive di alcune di queste mostre, che potevano essere realizzate in autonomia e a basso costo semplicemente seguendo le istruzioni e i disegni tecnici anch'essi contenuti nei faldoni. L'idea di una modernità alla portata di chiunque, era quindi annunciato non solo attraverso la riproducibilità della fotografia e del film, ma anche attraverso i sistemi di display stessi che trasformavano quindi la mostra nel 'medium' ideale per veicolare e diffondere questo messaggio.

Image Diplomacy presenta quindi una selezione di materiali fotografici e documenti che testimoniano il ruolo che la cultura e le immagini avevano nelle relazioni internazionali dell'Unione Sovietica; materiali d'archivio ricomposti all'interno di un'installazione che richiama e astrae le forme dei sistemi di allestimento studiate dal VOKS, e che raccontano in particolare le relazioni tra URSS e Italia (che fu il paese con il partito Comunista più radicato in Occidente). A questo si affianca un film dell'artista che documenta la battaglia condotta nel campo della "diplomazia culturale" tra i due blocchi ideologici durante la guerra fredda, mettendo a confronto la storia delle mostre organizzate dall'URSS e il suo network di associazioni di amicizia, con la storia della mostra The Family of Man - organizzata dagli Stati Uniti al MOMA di New York nel 1955 e presentata in 69 paesi del mondo, tra cui Italia nel 1958 e in Russia nel 1959[4]; da un lato il progetto dell'internazionalismo socialista che ambiva a unire i paesi del secondo e terzo mondo, dall'altro il progetto universalista americano.


Un ringraziamento speciale a:
Archivio dell'Associazione Italia Russia di Milano
Cineteca di Bologna
Künstlerhaus Büchsenhausen, Innsbruck
V-A-C Foundation, Mosca

[1] precedentemente chiamata Associazione Italia URSS

[2] Fondata nell'URSS nel 1925 VOKS, usava la diplomazia culturale come strumento per rompere ciò che Lenin aveva definito "la cospirazione del silenzio" intorno al paese e al suo grande esperimento sociale (Vladislav Shapovalov, conferenza: Image Diplomacy - Archive that were never meant to be kept, 13 ottobre, Garage, Mosca)

[3] Nel 1957 erano state fondate associazioni di amicizia con l'URSS in quarta-sette nazioni dell'Est, Ovest e nei paesi non allineati

[4] La mostra è oggi ricostruita al castello di Clervaux in Lussemburgo, paese di nascita del suo curatore, il fotografo Edward Steichen, e inclusa nella lista della "Memoria del Mondo" dell'Unesco.



validato dalla redazione



Informazioni sulla mostra

Implementazione

Artista: Vladislav Shapovalov
Curatore: Emanuele Guidi

Vernissage

Introduzione - Giorno di apertura: Emanuele Guidi, Künstlerischer Leiter Ar,ge Kunst


Proprietà dell'evento

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