REPORTAGE CHERNOBYL
Veranstalter: Associazione Chernobyl Alto Adige Südtirol onlusTut uns leid, dieser Eintrag ist leider noch nicht in Deiner Sprache verfügbar.
Tratto dal libro “Preghiera per Chernobyl” (edito in Italia da E/O) della giornalista e scrittrice bielorussa Svetlana Aleksievic - insignita del premio Nobel per la letteratura nel 2015. –, Reportage Chernobyl è un' "inchiesta" teatrale sul "più grande disastro tecnologico del XX secolo" e sul destino delle persone che hanno subìto le conseguenze dell’incidente. Diversi i contributi scientifici utilizzati dalle autrici per la realizzazione della drammaturgia tra i quali quello di Svetlana Aleksievic: “Più mi addentravo nella storia di Chernobyl, più mi rendevo conto che quello che stavo annotando sul mio notes non era né il presente né il passato, ma il futuro” scrive Svetlana Aleksievic.
Roberta Biagiarelli affronta un’altra storia “forte”, che ha la necessità di essere raccontata. Chernobyl è infatti una storia dimenticata: del destino delle persone che hanno vissuto l’incidente si sa molto poco. Eppure Chernobyl è una perfetta metafora del mondo che ci circonda, del rapporto spesso perverso che abbiamo con la tecnologia, della disinformazione dì cui siamo vittime rispetto ai grandi disastri ambientali, del rapporto bulimico che stringe le società occidentali con I'energia. Ma Chernobyl è soprattutto la lucida realtà del rapporto antico fra l'uomo e la scienza o, per dirla con le parole di uno dei testimoni della tragedia, “fra l'atomo e la vanga”.
Fra le testimonianze raccolte dalla Aleksievic, le autrici hanno scelto due voci di donna: Ljudmila, moglie di uno dei pompieri accorsi alla Centrale per domare l’incendio, deceduto dopo due settimane e Valentina, moglie di uno degli 800.000 uomini chiamati in seguito a “liquidare le conseguenze dell’incidente”. Voci che custodiscono la legge antica del dolore, quello delle donne che restano a difendere il principio della vita e della sua continuità con la natura. Roberta Biagiarelli, sola in scena, non racconta semplicemente le loro storie ma interpreta i diversi personaggi, alla ricerca di una forma più teatrale del racconto, lontana dalla formula della “narrazione civile” pura e semplice. Anche per questo, al linguaggio delle parole si affianca quello delle immagini, elaborate da Giacomo Verde, insieme al quale la Biagiarelli ha girato l’Italia per intervistare le diverse persone che hanno contribuito a meglio inquadrare la storia di Chernobyl, nei suoi aspetti più generali e nelle sue connessioni concrete o metaforiche con la nostra realtà.
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